Questo blog non rappresenta una testata giornalistica.

domenica 26 febbraio 2023

Sei andata via...


 

Sei andata via.

Nessuno ad ascoltare il tuo muto grido d’aiuto.

Sei andata via in punta di piedi: hai cercato e hai trovato

una svolta senza ritorno.

Sei andata via nel mese dell’amore

come il tuo nome, simbolo di passione e forza,

hai dato un taglio netto, hai reciso quell’ultimo filo di speranza

disperata.

Quante volte avrai chiesto senza ricevere

quante volte i tuoi occhi hanno parlato

senza neanche essere visti

da altri occhi troppo presi dal proprio

ego indaffarato!

Homo faber, recupera il tuo ormai fragile intelletto,

ascolta, leggi, guarda in faccia il dolore.

Ruvida terra, ruvida bellezza, osserva, tocca, immergi

le operose mani in quel corpo martoriato dall’inquieta

sofferenza di tua figlia.

Sole che sorgi ogni mattina, inonderai di luce

una giornata fredda e muta nel dolore e nel pianto

di una comunità intera.

Ruvida morte, hai strappato un fiore raro del deserto

in cui lascerai traccia indelebile.

Nella tua folle corsa hai lasciato indietro

compassione e pietà.

Sei andata via,

fiore raro in un deserto,

non conoscerai rose, non conoscerai futuro,

non saprai mai cos’è la vita,

una lucida angoscia ti ha travolta e noi…

Ci hai lasciati nel colpevole silenzio

a chiederci un inutile e disperato perché,

a chiederti un umile perdono

 

 

 

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domenica 8 gennaio 2023

Itinerario della mente verso Thomas Bernhard, il racconto di una lettura

Il sogno e l’incubo.

Semplici parole dalle sembianze surreali in un contesto, la narrazione dell’Itinerario della mente verso Thomas Bernhard di Martino Ciano, giornalista e scrittore calabrese, costringe ad una lettura libera da fronzoli e da veli. D’altronde la realtà è solo apparenza, perché è un velo che nasconde l’essenza delle cose…

Diversamente non c’è scampo.

Sogno: è l’unica “arma” per catturare l’infinito, per vivere e placare ogni singola emozione? È desiderio di liberazione, di emancipazione, o anche l’unica dimensione in cui potersi rifugiare dai pericoli e dalla decadenza morale e sociale del presente?

Ipotesi, solo ipotesi.

D’altronde la realtà non è solo una questione oggettiva, la realtà che noi ci costruiamo è - anche o solo - un qualcosa di molto soggettivo.

 In un momento storico in cui la parola “crisi” diviene sinonimo di contemporaneità e verità, soltanto il transitorio distacco temporale del pensiero permette all’uomo di poter andare avanti. Si sogna qualcosa di migliore, si sogna la speranza, la pace: ma nei sogni i tragici contenuti latenti sono troppo forti per garantire sonni e sogni sereni.

 Ed è qui che trovo conferma ai miei pensieri perché (…) noi siamo veri nei nostri segreti e nei nostri silenzi.

Ed è qui che il sogno si trasforma in incubo e il pensiero corre alla musica: leggendo l’Itinerario penso subito al Requiem di György Ligeti, anzi leggo il libro ascoltandolo. Una perfetta combinazione fra una scrittura che turba, rompe schemi, ruba spazio alla “normalità”, proietta coni d’ombra fino all’eclisse totale e una musica in cui solitudine e isolamento sono tanto ineluttabili quanto inimmaginabili. Penso a Primo Levi, al suo martirio intellettuale, penso all’Inferno dantesco, ai suoi gironi maledetti. Scrittura e musica cupe e misteriose, anche inquietanti, ma autenticamente cosmiche, sono aperte, situate al di sopra della dualità.

 

L'autore

Martino Ciano (1982) vive a Tortora (Cs). Dal 2010 è giornalista per il network radiotelevisivo Digiesse. Scrive per le webzine letterarie, L’Ottavo, Libroguerriero, Suddiario, Gli amanti dei libri e il blog di approfondimento culturale Zona di Disagio. 
 

 

 Il libro

Titolo: Itinerario della mente verso Thomas Bernhard
Editrice: A&B

Pagg.: 72

 

 Qui l’ascolto, se si vuole:

https://www.youtube.com/watch?v=wqrJmxy4q3A&t=1544s

 

 

 

 

 


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giovedì 22 dicembre 2022

Non volevo fare lo sbirro, un commento


Non volevo fare lo sbirro, non suona tanto strano questo diniego iniziale che è anche il titolo del romanzo di Gianni Gallo con Fabio Pietrosanti. Non lo è perché lo sento vicino al mio personalissimo diniego a continuare ad occuparmi di cronaca. Non intendo certo tediare nessuno, solo cercare di spiegare quanto possano essere tanto simili quanto difficili, le situazioni che accomunano il cronista e il poliziotto. E dunque cercare di compenetrarmi nelle storie. Storie narrate con molta veridicità da Fabio Pietrosanti che, a suo dire, temeva esattamente il contrario ottenendo invece un riscontro immediato da parte dei lettori nella stesura di questo avvincente romanzo. Storie violente, certo, ma dietro alle quali si cela l’umanità con tutte le sue perversioni e di fronte alle quali – ce lo poniamo spesso in questi ultimi tempi – solo uno è il dilemma: perché?

Non solo perché l’essere umano compie alcune azioni ma soprattutto perché molti altri ne seguono l’esempio oppure addirittura emulano chi lo fa. E senza scomodare la psichiatria, mi basta pensare alla legge eraclitea degli opposti per comprendere qualcosa di molto importante ossia che l’ordinaria straordinarietà citata in prefazione da Fabio Pietrosanti è in realtà qualcosa di incomparabilmente prezioso, forse il dono più grande che un professionista o semplicemente un uomo possa avere. E questo, in tempi tanto “oscuri” come quelli in cui – incredibilmente - ci ritroviamo a vivere, non è cosa da poco.

Adriana Sabato

 

 

 

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martedì 2 agosto 2022

BELVEDERE: GRANDE SUCCESSO PER L'ACCADEMIA DELL'ANCIA NELLA KERMESSE " LA SETTIMANA CONCERTISTICA "



Il saggio di musica: un rituale necessario che educa i ragazzi ad esibirsi in pubblico ma non solo. Una settimana di musica con la possibilità di valutare la propria crescita personale anche da parte dei Maestri che possono cosi verificare il lavoro svolto ed affiancarsi anche agli alunni. È ciò che è avvenuto dal 18 al 24 Luglio al Museo del Mare a Belvedere Marittimo. 

Una kermesse promossa dall'Accademia dell'Ancia diretta da Carmine Sangineto, nata dall'idea del giovane musicista in collaborazione del suo Team e del Comune di Belvedere Marittimo incentrata su produzioni artistiche originali e innovative. C'è stato molto da ascoltare tra gli allievi della scuola e alcuni ospiti speciali, in cui i concerti di musica classica hanno incontrato i concerti di musica contemporanea e concerti di musica che nascono dalla tradizione popolare. Eventi musicali e manifestazioni culturali  hanno  rappresentato una fiduciosa rinascita post pandemica. Attraverso la musica, le performances, gli incontri con gli Special Guest, sono stati presentati i diversi generi della produzione musicale con esibizioni singole, duetti e ensamble.

In scena al Museo del Mare repertori di musica tradizionale con la lira calabrese, la lira cretese, il didgeridoo, lo scacciapensieri, l'organetto e il tamburello. Strumenti che hanno una linea di continuità con il passato, con forme musicali non scritte ma che hanno avuto il loro sviluppo nel corso del tempo, strumenti che rappresentano le nostre radici, una memoria storica da custodire. L'Accademia dell'Ancia ha l'intento di promuovere la musica tradizionale e questi strumenti vengono insegnati al pari di altri con corsi attivi dall'A.A. 2021/2022.  È una realtà poliedrica in continua crescita questa scuola, ha introdotto anche corsi di inglese.

La Settimana Concertistica è stata anche un'occasione per sensibilizzare alla musica come terapia, con le campane tibetane e i diapason presentata dal musicoterapeuta Vincenzo D'Orsi.

Gli appuntamenti al Museo del Mare non si sono limitati ai concerti, ma hanno dato spazio al teatro con l'attore e doppiatore Antonio Fulfaro, una figura di spicco nel paese. 

 "Nel nuovo anno accademico" si legge in una nota stampa "c'è in progetto di attivare corsi di recitazione e dizione guidati dall'attore e come obiettivo ambito, di dare vita a una compagnia teatrale, creare un'opportunità per tanti artisti giovani e non, di portare la nostra cultura in giro per la penisola e perché no? Oltre i confini..."





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martedì 5 luglio 2022

TORTORA: L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE E L'ASSOCIAZIONE ApertaMente CONSEGNANO UN RICONOSCIMENTO AL COLLEGA MARTINO CIANO

 Doveva essere una vera sorpresa e di sicuro lo è stato.


Non se lo aspettava il direttore di Radio Digiesse Martino Ciano di ricevere un pubblico riconoscimento. E stamane abbiamo assistito ad un evento molto intenso e sentito in cui è stata assegnata una targa di riconoscimento al suo lavoro, da parte dell’amministrazione comunale di Tortora con il sindaco Antonio Iorio e dell’Associazione ApertaMente presieduta dallo scrittore Albino Console. 


 

Come afferma giustamente la collega Francesca Lagatta: dovrebbero darti un riconoscimento anche per la persona perbene e il collega onesto e leale che sei: è proprio così.

 

Ma c’è da aggiungere che nei racconti di Martino in merito al nostro territorio si leggono e si intravedono sempre le premesse che chiariscono e spiegano il fatto in sé, senza fraintendimenti, com’è giusto che sia. Il semplice comunicato stampa diventa in mano sua un lavoro garbato e personale. Che non è poi così scontata come qualità nel giornalismo odierno. Ormai i media ci hanno abituato al racconto spettacolarizzato, ai toni forti di chi deve intrattenere ed attrarre pubblico o lettori, ai titoloni urlati: non così Martino Ciano, non così le sue notizie. Nella loro crudezza c’è tutta la sapienza di chi sa dosare le parole e usare i toni giusti al momento giusto. L'amministrazione comunale di Tortora e l'associazione culturale Apertamente si onorano di consegnare un piccolo riconoscimento per l'enorme lavoro che quest'uomo fa silenziosamente tutti i giorni da molti anni, tutto per amore dell'informazione, precisa e libera.

Queste le parole, dettate dal cuore, di Albino Console dopo che, per mano del sindaco Antonio Iorio, la targa è stata consegnata al direttore di Radio Digiesse.

Un onore e un vanto per noi e per il nostro territorio, ha detto il sindaco, per la sua dedizione al proprio lavoro nel mondo della comunicazione e come ambasciatore di cultura.

Il sindaco Iorio ha dunque evidenziato, nel premiare, un aspetto molto importante: il giornalismo non è un lavoro semplice quando è basato sulla cultura, sullo studio e sulla conoscenza delle fonti, un lavoro svolto in profondità, con diverse sfaccettature che non sempre vengono comprese da tutti. 


 

 

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sabato 23 aprile 2022

"Prima di tutto Belvedere" sostiene il candidato a sindaco Cascini


Prima di tutto Belvedere. Non è retorica e non è il solito e abusato ritornello.
In questa tornata elettorale abbiamo scelto di condividere un percorso comune scegliendo di rinunciare ad una nostra ed autonoma proposta programmatica.
La nostra scelta politica di servizio alla Comunità, le nostre idee e la nostra passione sono intatte e ancora più forti.
Belvedere non può permettersi di perdere ulteriore tempo. La nostra cittadina per troppi anni è stata ostaggio di decisioni politiche obbedienti agli interessi di pochi, che ne hanno impedito ogni tipo di vero cambiamento.
Siamo convinti che il nostro contributo servirà ad invertire una tendenza negativa che dura ormai da troppi anni.
Per dare vita ad un’azione incisiva, quindi, abbiamo deciso di dare pieno sostegno alla candidatura alla carica sindaco del dott. Vincenzo Cascini.
Una proposta politico – programmatica basata su una visione di Città nuova, un modo diverso e disinteressato di fare politica per gestire l’ente locale con responsabilità, impegno e passione vera. C’è bisogno di ricostruire Belvedere e di condurla sulla strada dello sviluppo economico, di un turismo di “qualità”, di una maggiore attenzione alle fasce deboli della nostra comunità, di una rinascita culturale.
C’è bisogno di amministrare Belvedere con obiettivi e metodi aggiornati allo sviluppo sostenibile ed ecocompatibile, come altri comuni già stanno facendo, applicando per quando possibile la Agenda 2030 alle scelte politiche locali.
Noi ci siamo. Noi ci saremo perché “Prima di tutto Belvedere”
Eugenio Greco
Giovanni Martucci

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venerdì 8 aprile 2022

RENATO CIPOLLA: FUORI DAI GIOCHI DI "PALAZZINA SGARRUPATA" MA NON DAL MOVIMENTO.


 In previsioni delle prossime elezioni comunali, in qualità di promotore della “Costituente M5S belvederese”, mi tiro fuori da tutti i deplorevoli giochini di “palazzina sgarrupata” della politica locale. Avendo partecipato ad alcuni incontri interlocutori con altre forze politiche e leggendo, in questi settimane e giorni, alcuni articoli sui social locali che facevano riferimento a nuovi ed incoerenti posizionamenti di vari soggetti politici, sono rimasto incredulo che ci siano ancora personaggi che nonostante abbiano partecipato ai diversi fallimenti delle precedenti amministrazioni comunali, siano pronti, cambiando cavallo e squadra ad abiurare le opinioni, le idee ed i principi secondo le proprie convenienze. Tali notizie lasciano i belvederesi perplessi, sconcertati e diffidenti. Il nostro paese meriterebbe che si proponessero ben altre figure: facce nuove, professionisti e giovani preparati, liberi dai vari condizionamenti, e non di accozzaglie di spezzoni di partiti dai principi e dalle prospettive totalmente opposte ma solerti ad accordarsi al solo scopo di vincere. A tal proposito vorrei ricordare a chi si candiderà a Sindaco di fare poche promesse in campagna elettorale ai concittadini, depurando il programma elettorale e il proprio eloquio dai grandi progetti. I circa 18 milioni di euro di dissesto finanziario sono ancora quasi tutti lì e i tre Commissari nominati per sanare il bilancio saranno nel nostro Comune ancora per due anni, incarico prorogabile per altri cinque anni se nel frattempo non si siano portati in equilibrio i conti finanziari. Pertanto, dico attenzione alla creazione di liste affastellate con l’obiettivo spartitorio degli incarichi e del potere per il potere. Tali velleità potrebbero essere fiaccate e rese difficili dai fattori sopraccitati già in essere. Amministrare un Comune è una cosa seria e lo è altrettanto la formazione delle liste, la scelta delle persone è basilare. Gli esempi negativi non mancano. Il fallimento e la caduta dell’ultima amministrazione dovrebbe essere di insegnamento per tutti i partiti e politici locali e per la cittadinanza tutta. Renato Cipolla

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