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lunedì 2 dicembre 2019

BELVEDERE "CITTA' FUTURA" SUL DISSESTO

Giovedì 28 novembre si è  tenuto il consiglio comunale di Belvedere Marittimo avente all’ordine del giorno: Dissesto finanziario – attivazione delle Entrate proprie ai sensi dell’art. 251 del D.lgs 267/2000 Titolo 1 di Bilancio; Affidamento in concessione del servizio di riscossione spontanea e coattiva delle Entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente; Preliminarmente il gruppo consiliare “Belvedere città  futura” ha chiesto al Sindaco Cascini di informare il Consiglio circa il contenuto dell’intervista rilasciata dallo stesso e pubblicata in questi giorni e lo ha invitato, per il futuro, a coinvolgere il Consiglio comunale su fatti che riguardano l’Ente. Il Sindaco è stato interrogato a meglio specificare i fatti narrati nella nota stampa del 24 novembre scorso e cioè: Sabotaggio del computer server dell’Ufficio tributi; riorganizzazione Ufficio tecnico comunale in seguito alla decadenza, causa dissesto finanziario dell’Ente, dell’attuale dirigente ( ex art.110 del Tuel) e responsabile dell’Ufficio. 
 
Belvedere città futura ha chiesto ufficialmente che ogni atto, ogni comunicazione in entrata ed in uscita, venga portata a conoscenza dei consiglieri, invitando il Sindaco a predisporre un fascicolo all’interno dell’ufficio di segreteria dove inserire ogni atto riguardante l’Ente. Quanto al primo punto all’ordine del giorno il gruppo Belvedere città futura ha motivato il voto contrario alla deliberazione con le dichiarazioni esposte dal consigliere Eugenio Greco che si riportano di seguito:    «Come abbiamo già sostenuto nel corso del Consiglio Comunale dello scorso 30 ottobre che ha dichiarato il dissesto finanziario del Comune di Belvedere Marittimo, se sono chiare secondo noi, le cause che hanno portato a questa situazione di gravissima crisi finanziaria dell’ente, individuando nelle giunte a guida Granata i maggiori responsabili, non possiamo non imputare a questa maggioranza la responsabilità di non aver fatto nulla per evitare il dissesto. Ripetiamo che questa maggioranza ha scelto in modo approssimativo e affrettato di approvare in Giunta il consuntivo 2018 e quella scelta ha determinato in modo irreversibile l’avvio della procedura di dichiarazione di dissesto. Abbiamo ben spiegato nel corso dei lavori del consiglio comunale del 30 ottobre scorso che cosa secondo noi questa amministrazione avrebbe dovuto fare per provare ad evitare la dichiarazione di dissesto e mi riferisco: Alla mancata analisi dei dati finanziari, cosi diversi nei numeri, del Bilancio di previsione del 2019 e dei dati del consuntivo 2018.

Alla mancata analisi della relazione del revisore dei conti allegata all’ultimo bilancio consuntivo rispetto alle relazioni precedenti, cosi diverse nei numeri e nelle conclusioni. Alla mancata richiesta di pareri ad esperti in materia, in sintonia con il funzionario di ragioneria, non a ottobre scorso, ma prima dell’approvazione del conto consuntivo 2018, per studiare e promuovere situazioni alternative alla dichiarazione di dissesto; Al mancato confronto con le minoranze su questo tema.

La fretta di approvare in Giunta quel consuntivo 2018 ha di fatto spianato la strada alla dichiarazione del dissesto finanziario impedendo la ricerca di soluzioni alternative. E’ giusto che i cittadini vengano rassicurati sugli effetti della dichiarazione di dissesto. Ma è anche giusto che i cittadini conoscano in fondo quali realmente saranno gli effetti del dissesto. Oggi questo consiglio è chiamato a deliberare per le imposte IMU, TASI, Addizionale Irpef, Imposta di Pubblicità ed Imposta di soggiorno. Ebbene nell’intervista da Lei rilasciata, Sindaco, sugli organi di stampa, Lei parla di assicurazioni ricevute dai funzionari  prefettizi i quali ritengono che la dichiarazione di dissesto sarà un tocca sana per Belvedere e che non ci saranno grossi sacrifici per i cittadini contribuenti. Ma se è vero che l’IMU e la Tasi non aumenteranno perché risultano già essere al massimo delle aliquote,  viceversa l’imposta addizionale comunale Irpef aumenterà sensibilmente e per molti contribuenti, che sono la stragrande maggioranza, addirittura raddoppierà. Infatti fino ad oggi a Belvedere l’addizionale Irpef veniva calcolata a scaglioni con aliquote differenziate e con una soglia di esenzione per reddito fino a € 7.500. Nello scaglione di reddito fino a 15.000,00 euro l’aliquota era pari allo 0,4 %. Da domani quei cittadini, che ripeto rappresentano la stragrande maggioranza dei contribuenti, per lo più pensionati, pagherà il doppio dell’addizionale, l’0,8% e senza esenzione. Questi dati i cittadini devono conoscerli. E poi un’altra precisazione: non sarà il Consiglio Comunale autonomamente a decidere in ordine a problematiche riguardanti la Cosap, l’acqua (sistema idrico), scuolabus e mensa, per come dichiarato in quella intervista, ma il Consiglio con la dichiarazione di dissesto dovrà, in applicazione della normativa in vigore, aumentare obbligatoriamente quelle voci.

Potevate provarci, non l’avete fatto. Oggi pertanto dovete assumervi tutte le responsabilità del caso e procedere a quello che la legge vi impone di fare e cioè l’aumento dei tributi». Nel corso del dibattito, per quanto riguarda l’aumento della tassa di soggiorno,  il Sindaco ha proposto una tariffa più bassa per gli alberghi 4 e 5 stelle. Il gruppo Belvedere città futura, viceversa, ha proposto la riduzione della tassa per i b&b e per gli alberghi fino a 3 stelle con aumento della tariffe per gli alberghi 4 e 5 stelle,  mantenendo così inalterato il maggior gettito. Il Consiglio ha bocciato la proposta della minoranza approvando viceversa la proposta avanzata dal Sindaco con il risultato che a risparmiare a Belvedere saranno i turisti con più risorse economiche a discapito delle famiglie meno abbienti. Il secondo punto all’ordine del giorno “Affidamento in concessione del servizio di riscossione spontanea e coattiva delle Entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente” è  stato rinviato. Il gruppo Belvedere città futura ha fatto rilevare alcune criticità, riguardanti l’elaborazione del piano finanziario e l’importo presuntivo a base di gara, in particolare l’agio di riscossione riconosciuto al concessionario.



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