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lunedì 18 febbraio 2019

TORTORA: FRANCESCO PRESTA CON IL SUO LIBRO AL QUELOLAB, di Nicoletta Toselli

Domenica 17 febbraio al Quelolab, noto luogo di promozione artistica, situato   nel Comune di Tortora,  si è svolta la presentazione del  volume di Francesco Presta  "Una vita a 33 giri".   Un libro per tutte le età, ricco di ricordi e rimandi  musicali. Memoria e passione per la musica con molti suggerimenti e racconti, grande fantasia sono le caratteristiche peculiari di questo romanzo.
  Francesco  Presta, scrittore locale  di Diamante,   fondatore insieme a Ferdinando Romito  del Cinecircolo intitolato a Maurizio Grande, ha tracciato  una  breve storia del libro raccontando una trama  dal sapore retrò  e introducendo la presentazione con un interessante video vintage, sugli anni '70 . Ha introdotto  gli ospiti la blogger  Chiara Ruggiero. Al suo fianco il giornalista / scrittore Martino Ciano  che ha espresso  la  soddisfazione per un libro ricco di spunti di lettura, mettendo in evidenza i tratti caratteristici di stile e  narrazione che rivelano un autore  capace e preparato.
Il libro  è  anche un appello molto attuale e sentito ad un ritorno agli anni spensierati, quando cioè si viveva di benessere, e la decadenza odierna era lontana ma  si è  colto anche un leggero rimpianto per un sogno distrutto soprattutto dalla classe politica italiana.  Molti gli interventi fra cui è stato particolarmente seguito quello del docente  Unical Carlo Fanelli  con un'esamina analitica degli anni 70 che ha  stimolato una  discussione molto interessante. "Non nascondo, ha spiegato una signora del pubblico, che   sarò immersa nella lettura di un libro che mi ha incuriosito e attirato già dalla copertina e andrò  a cercare ed ascoltare qualcuno dei brani e degli artisti citati".
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giovedì 14 febbraio 2019

GIOIA TAURO: NUOVO LICENZIAMENTO DI MASSA

"L’annuncio della società Medcenter di voler attivare le procedure per un nuovo licenziamento di massa è sconcertante, nonostante due anni fa la stessa azienda ha proceduto a licenziamento collettivo di 377 operai, successivamente  transitati nel “purgatorio” dell’agenzia portuale, che oggi aspettano di essere ricollocati presso la medesima (in maggior parte), grazie alle sentenze dei giudici della sezione lavoro di Palmi.
L’interminabile sfida tra i soci della società terminalista (per il controllo totale del terminal) che hanno scelto come campo di battaglia il porto di Gioia Tauro, sta arrecando danni enormi alla produttività, incidendo particolarmente sulle sorti dei lavoratori col pericolo imminente della perdita del posto di lavoro. Tutto ciò ha provocato da una parte i mancati investimenti dell’azienda MCT per il rinnovo di piazzali dissestati e mezzi obsoleti e dall’altra si vede l’unico armatore (MSC), nonché socio terminalista, che dirotta le proprie porta conteiner in altri porti del Mediterraneo. I lavoratori portuali usati come spettatori di questi giochi industriali, peggio ancora, come vittime da sacrificare.
Dopo due giorni di riunione presso la Prefettura di Reggio Calabria non c’è stato alcun accenno di intesa tra i soci litigiosi, con la conferma da parte di MCT di continuare con l’intenzione di riduzione del personale.
Martedì prossimo presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiederemo di far rispettare le regole ai soci, il cui comportamento sta arrecando gravissimo nocumento solo ai lavoratori e bloccando di fatto la ripresa del Porto di Gioia Tauro.
Il sindacato OR.S.A. è al fianco degli operai portuali e darà battaglia fin quando non ci saranno fatti concreti per scongiurare il pericolo attuale della perdita di posti di lavoro.
Chiediamo investimenti e non licenziamenti".
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GIOIA TAURO: NESSUNA INTESA


"L’annuncio della società Medcenter di voler attivare le procedure per un nuovo licenziamento di massa è sconcertante, nonostante due anni fa la stessa azienda ha proceduto a licenziamento collettivo di 377 operai, successivamente  transitati nel “purgatorio” dell’agenzia portuale, che oggi aspettano di essere ricollocati presso la medesima (in maggior parte), grazie alle sentenze dei giudici della sezione lavoro di Palmi.
L’interminabile sfida tra i soci della società terminalista (per il controllo totale del terminal) che hanno scelto come campo di battaglia il porto di Gioia Tauro, sta arrecando danni enormi alla produttività, incidendo particolarmente sulle sorti dei lavoratori col pericolo imminente della perdita del posto di lavoro. Tutto ciò ha provocato da una parte i mancati investimenti dell’azienda MCT per il rinnovo di piazzali dissestati e mezzi obsoleti e dall’altra si vede l’unico armatore (MSC), nonché socio terminalista, che dirotta le proprie porta conteiner in altri porti del Mediterraneo. I lavoratori portuali usati come spettatori di questi giochi industriali, peggio ancora, come vittime da sacrificare.
Dopo due giorni di riunione presso la Prefettura di Reggio Calabria non c’è stato alcun accenno di intesa tra i soci litigiosi, con la conferma da parte di MCT di continuare con l’intenzione di riduzione del personale.
Martedì prossimo presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti chiederemo di far rispettare le regole ai soci, il cui comportamento sta arrecando gravissimo nocumento solo ai lavoratori e bloccando di fatto la ripresa del Porto di Gioia Tauro.
Il sindacato OR.S.A. è al fianco degli operai portuali e darà battaglia fin quando non ci saranno fatti concreti per scongiurare il pericolo attuale della perdita di posti di lavoro.
Chiediamo investimenti e non licenziamenti".
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