«Fatti
non foste a viver come bruti,
ma
per seguir virtute e canoscenza.»
I nostri nonni, le nostre nonne, con il racconto delle
favole ci preparavano istintivamente alla vita e anche alla morte; al fatto che
la vita non è solo rosa o solo azzurra, ma anche nera, grigia e a volte anche
tanto scolorita…allora cosa vogliamo fare, eliminiamo anche le favole?
Scrive nella sua pagina Facebook, l’artista e cantautore Vincenzo
Incenzo “Il rumore che si è alzato intorno alle coraggiose esternazioni di Fedez dimostra ancora una volta che in Italia la censura è un problema serio. Sto
combattendo una battaglia da settimane in solitudine, non avendo gli
amplificatori di Fedez, in merito alla proposta di legge dell’Onorevole
Stefania Ascari che intende modificare l’art. 414 del Codice Penale,
introducendo l’aggravante di istigazione o apologia riferite all’associazione
di tipo mafioso. Con questa medaglia di latta che il Governo vuole appuntarsi
al petto, si va a colpire un intero settore, perimetrando la libera
espressione. Ho spiegato ampiamente questo in interviste varie.
Le Istituzioni rispondono solo con generiche veline di regime, e gli
artisti sembrano essere usciti dal letargo solo ora.
Io dico, attenzione, perché il clima è peggio di quello che voi possiate
pensare”.
Autore per Renato Zero, Lucio Dalla, Antonello
Venditti, PFM, scrittore di Musical (Romeo&Giulietta ama e cambia il mondo,
Zerovskij) regista e autore di saggi e romanzi, Incenzo aveva inviato, nelle
scorse settimane, una lettera aperta alla deputata Stefania Ascari prima firmataria della proposta di
modifica della legge 414 del codice penale “in
materia di circostanza aggravante dell’istigazione o dell’apologia riferite al
delitto di associazione di tipo mafioso o a reati commessi da partecipanti ad
associazioni di tale natura”.
L’articolo 414 del codice penale riguarda il
reato di istigazione a delinquere.
La proposta di modifica dovrebbe introdurre l’aggravante di
istigazione o apologia riferite all’associazione di tipo mafioso o a reati
commessi da partecipanti ad associazione di tale natura.
“La sua intenzione – aveva precisato
Incenzo - se riesco a decifrarla, è forse quella di fermare l’onda di
neomelodici che inneggiano ai mafiosi, o di trapper che esaltano la
criminalità, ma la proposta in sé appare
ambigua e pericolosa.
Lei afferma che sempre più spesso ci sono “cantautori
che si fanno autori e interpreti di canzoni i cui contenuti inneggiano ai vari esponenti
della malavita e della criminalità organizzata”.
E proseguiva dicendo che “la
libertà del pensiero non può più essere invocata quando l’espressione del
pensiero si attua mediante un’offesa ai beni e ai diritti tutelati dalla nostra
Carta costituzionale”.
Già da queste affermazioni emerge come la proposta
possa sfociare in uno scenario pericoloso, andando ad attaccare in maniera
indiscriminata e cieca tutto ciò che non canti a voce unisona la legalità.
Le canzoni, Onorevole, raccontano il loro tempo, sono
sentinelle della Storia, fotografano epoche, comportamenti, modelli
positivi e negativi.
Il suo potere magico e abiettamente poetico, come lo
definì Pasolini, non può prevedere censure di sorta. Abbiamo un precedente
pericoloso, quello del fascismo, che si arrogò il diritto di orientare la
musica, imponendo i valori del regime, curando i rapporti con gli autori,
patrocinando eventi e dirigendo stampa e radio. Non mi sembra abbia portato a
nulla di buono.
Dov’è il confine, Onorevole? L’arte ha la necessità di
immedesimarsi con il suo oggetto, di guardare la realtà anche da punti di
osservazione scomodi.
Che succederà poi? Passeremo a censurare la
letteratura e il cinema? Bruceremo le serie televisive di Saviano? Elimineremo
Gambadilegno dai cartoni animati della Disney? Le tele di Caravaggio,
Magritte, Warhol, che hanno esaltato scene di crimine?
L’arte è l’ultimo baluardo degli spiriti liberi. In
una società che sempre più tende a livellare le differenze e i comportamenti,
ritengo che la libera espressione sia ancora un diritto sacrosanto.
Lasci all’intelligenza e alla sensibilità del pubblico
giudicare cosa è riprovevole e cosa no. La Storia poi darà il suo verdetto,
come sempre.
Spero che questo mio appello non resti isolato come
una voce nel deserto, ma che anche altri artisti si uniscano al mio grido.
La invito a riconsiderare la sua posizione.
Per il futuro del nostro Paese e dell’Arte, che nel
bene e nel male ha portato frutti solo quando è stata libera contro tutte le
proibizioni e i divieti”.
Ora, io mi chiedo: dove sta il dolo?
Come stabilire se il cantante o l'attore abbia o meno
l'intenzione di causare l'evento in questione?
Ancora: le
serie italiane che si sono occupate di crimine organizzato sono molte,
trasmesse negli anni sia dalla Rai che da Mediaset. E allora, cosa dovremmo
fare, richiedere di oscurarle per sempre?
E le favole, poi? Si, le favole.
Sia chiaro: l’albero
della conoscenza è fatto di tante cose belle ma anche di tante cose brutte, di
fatti e cronache purtroppo orrende e orripilanti.
Non solo storie a lieto fine. Ricordiamolo e non
nascondiamoci dietro alle falsità e alle finzioni.
Attendiamo fiduciosi che avvenga qualcosa…